L’opera indaga l’evoluzione (e la dissoluzione) dello storico paradigma dicotomico pubblico-privato e l’affermarsi di una nuova labirintica complessità giuridica, costellata di soggetti, strumenti e interessi sempre più dinamici, poliedrici e mutevoli. Ne scaturisce un viaggio tra sussidiarietà, corpi intermedi e formule partecipative alla riscoperta dell’origine antica e autentica della giuridicità: la convivenza umana. Attraverso il prisma della pluralità degli ordinamenti e un’indagine fenomenologica, si esamina il diritto come ordine immanente della comunità: non voce di un padrone invisibile, ma esigenza antropologica che preesiste allo Stato e persi- ste oltre il suo tramonto.