Il test di proporzionalità è la lingua franca delle corti contemporanee, ma la sua applicazione prevalente è davvero neutrale? In questo volume, l’autore rivela come il test produca gerarchie implicite tra i diritti in conflitto, introducendo de facto una gerarchia che la Costituzione non prevede: verificando con rigore le limitazioni al soggetto attivo, esso lascia sistematicamente nell’ombra il sacrificio del soggetto passivo. Attraverso una rigorosa analisi che spazia dalla matrice tedesca agli approdi più recenti della Consulta, viene elaborata la proposta del test di proporzionalità simmetrico. Non una mera tecnica, ma la traduzione metodologica del personalismo solidale, radicato nel combinato disposto degli articoli 2 e 3 Cost.: essa impone allo Stato di giustificare ogni sacrificio — sia esso della libertà o della vita, dell’iniziativa economica o dell’ambiente — come l’effettiva extrema ratio. Il volume avanza altresì una proposta istituzionale originale: l’istituzione di un Garante per le future generazioni, con funzioni consultive obbligatorie e facoltà di sollecitare il controllo di costituzionalità, quale voce istituzionale di chi non può votare. Dalla fattispecie paradigmatica dell’IVG alla verifica del canone nel costituzionalismo digitale e nelle misure emergenziali, il volume dimostra che la simmetria del bilanciamento risponde a un’esigenza universale di tutela della vulnerabilità strutturale. Un contributo per chiunque intenda interrogarsi sulla responsabilità dell’interprete di fronte alla dimensione tragica del diritto.