Il libro esplora la nozione di profitto nel diritto penale italiano, proponendone una ridefinizione, con lo scopo precipuo di contrastare la progressiva tendenza delle fonti sovranazionali ad ampliarne i confini in modo indiscriminato e per esclusive finalità di cassa. Si sostiene, dunque, che il profitto debba avere un preciso carattere criminale e così intrattenere uno stretto rapporto causale con il reato da cui promana, debba inoltre limitarsi ai vantaggi di schietta natura patrimoniale e consistere in un arricchimento personale e volontario. Questa ridefinizione, oltre a fare chiarezza, mira essenzialmente ad applicare anche alla confisca ordinaria di profitto il catalogo delle guarentigie che presidiano la materia del diritto amministrativo punitivo.