“La città prossima” non è semplicemente uno slogan, è piuttosto una dichiarazione di principi che articola l’opera e il pensiero in architettura. La nozione di “prossimità” funge da filo conduttore ad entrambe le scale, quella urbana e quella architettonica, con una duplice risonanza. Da un lato, la prossimità si riferisce all’eliminazione delle distanze: l’avvicinamento delle parti, la necessità di coesistere e stare insieme nella città. Dall’altro, si riferisce a una visione del futuro: la proiezione verso ciò che verrà, l’imminente, ciò che è desiderato e che si costruisce. Il volume è strutturato in due dimensioni – quella urbana e quella architettonica – nelle quali, la “prossimità” sviluppa conversazioni con alcune delle sfide contemporanee come la società, il paesaggio, la città e la cultura stessa. La vera importanza del libro risiede nella sua ricerca di coerenza tra due mondi, che sono lo stesso, il pensiero urbanistico e la produzione architettonica. Nel corso delle sue pagine, il lettore scoprirà una serie di nozioni e interessi ricorrenti che permeano entrambe le scale, dimostrando un impegno professionale verso una visione olistica della città e dell’architettura come un unico sistema interconnesso.