«Continua il tuo tremendo sforzo per dare con la “Nuova economia” una dimensione umana alla scienza economica che specialmente nell’ultimo secolo ha imboccato la strada perversa e disumana che dà spazio predominante e invasivo all’economia “liquida” (speculativo-finanziaria) a danno di quella “reale” (produttivo-occupazionale), come tu le definisci. L’economia “liquida” non ha bisogno del lavoro per moltiplicare esponenzialmente la sua ricchezza e conseguente potenza» (G. Azzaro, 2018). «Le parole più che uno strumento di comunicazione svelano per te significati e aspetti impensabili. Come se si fosse fra te e le parole stabilita una sorta di empatia che le induce a rivelarti le loro sfaccettature più profonde. Sembra dicano “non siamo strumenti”, siamo bellezza» (G. Azzaro, 2018). «Francesco: Adoro il tuo concetto di razionalità emotiva (come dimensione dell’intelligenza emotiva), la tua saggezza emotiva aiuta a sostenere la nostra orbita intellettuale» (K. Peil). «Francesco, stai apportando una bella dose di valore, consapevolezza e bellezza alla nostra discussione comune» (P.C. Marijuán). T.W. Deacon mi ha scritto: «Spero di catturare un po’ dell’eleganza dei tuoi commenti, in particolare le righe poetiche». «In effetti anche se non suona lei è un ottimo musicista, ed è più musicista lei che tanti musicisti!» (G. Mirabella). S. Giuffrida mi ha riferito che P. Barbera e E. Dotto, ricordando il loro passato di studenti, hanno dichiarato che «le mie lezioni erano una poesia (2018). L. Zingales, un formidabile “allievo”, il 14 luglio 2011 ad un universitario che gli domandava se riteneva G. Vaciago il migliore economista italiano, ha risposto che «io lo superavo non solo per la mia scienza economica, ma anche per la mia dimensione spirituale». Il libro che propongo è una creatura prodotta dall’informazione dell’economia o dall’economia dell’informazione.