L’intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia, un insieme di applicazioni o un nuovo strumento software. È una infrastruttura strategica capace di trasformare il lavoro cognitivo, l’organizzazione delle imprese, la pubblica amministrazione, la competizione industriale e gli equilibri geopolitici. Questo volume propone una lettura dell’AI che supera la superficie delle interfacce e degli assistenti generativi per concentrarsi sulle condizioni materiali della sua potenza: dati, energia, capacità di calcolo, semiconduttori, cloud, data center, sicurezza, standard, competenze professionali e strumenti di finanziamento. Al centro dell’analisi si trova il nuovo triangolo del potere — dati, energia e calcolo — dal quale dipendono la competitività economica, la resilienza istituzionale e la sovranità digitale. Il dato, infatti, non produce valore se non è governato, protetto e trasformato in conoscenza operativa; il modello non garantisce autonomia se poggia su infrastrutture opache e dipendenze non reversibili; il data center non è un semplice edificio tecnologico, ma un nodo economico, energetico, giuridico e geopolitico. Con particolare attenzione all’Europa e all’Italia, l’opera esamina il rapporto tra AI, autonomia strategica, fondi europei, supercalcolo, politiche industriali, coesione territoriale e sviluppo delle aree interne. Ne emerge una tesi chiara: non esiste una strategia AI matura senza una teoria delle dipendenze che la sostiene. Il libro è rivolto a dirigenti pubblici e privati, imprenditori, investitori, policy maker, consulenti, professionisti della sicurezza, docenti, ricercatori e operatori della formazione. Uno strumento per comprendere non soltanto che cosa l’intelligenza artificiale può fare, ma soprattutto chi ne controlla le condizioni di possibilità, con quali strumenti e a vantaggio di chi. Governare l’AI significa governare il futuro industriale, istituzionale e territoriale.