La monografia esamina il saggio degli scritti noti anche come De Motu Antiquiora. Il saggio è interpretato come la stesura finale del progetto pisano sul moto, pur restando un testo non pubblicato e dunque una testimonianza dello sviluppo del pensiero di Galileo, non una teoria da lui presentata pubblicamente. Dopo averne ricostruito il contesto storico, filosofico e matematico, lo studio analizza i concetti di peso e leggerezza, il moto nel mezzo, l’idrostatica, la caduta dei gravi, il vuoto, il moto violento e la forza impressa. Grande attenzione è riservata al confronto con Aristotele e Archimede, al rapporto fra esperienza, ipotesi e dimostrazione e alle continuità e discontinuità rispetto alle opere mature. Ne emerge un Galileo ancora legato al lessico della filosofia naturale, ma già impegnato a trasformarne metodi, problemi e criteri esplicativi.